In esposizione, una collezione
unica e di grande valore storico: 110 esemplari provenienti da tutto
il mondo che rappresentano la produzione scooteristica delle nazioni
più industrializzate.
Si va da un Auto-Fauteuil francese
del 1908 completamente restaurato, agli scooter degli Anni Venti prodotti
in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, dai quali discendono gli attuali
mezzi in circolazione, fino ai più rari modelli della ricca produzione
italiana del Secondo Dopoguerra (tra cui il Simat, unico esemplare conosciuto
del primo scooter costruito in Italia, nel 1940; il Nibbio, primo scooter
costruito in Lombardia, nel 1947, di cui vi sono tre esemplari conosciuti;
e il Furetto, primo scooter costruito dalla Iso, nel 1947, tre esemplari
conosciuti).
Ampio spazio è dedicato
alla stampa dell'epoca e alla manualistica tecnica dei modelli esposti. Grazie
alla costante ricerca di Tessera e alla donazione della famiglia Innocenti,
nel Museo è raccolta tutta la produzione motociclistica Innocenti
Lambretta, con esemplari tra i più significativi e rari, tra
i quali la Lambretta 175 Tv placcata oro, destinata all'attrice americana
Jayne Mansfield, e la Lambretta 150 Special destinata alla polizia di
New York, con tutti gli emblemi originali.
Inoltre, vi sono modellini, pezzi
di ricambio, trofei, medaglie e abbigliamento. La collezione comprende
poi l'unico archivio ufficiale Innocenti: più di 5000 foto, i
disegni costruttivi e i filmati prodotti dalla casa milanese dal 1947
al 1972.
Di particolare significato storico
sono i tre scooter progettati da Vittorio Belmondo nel 1940, ispiratori
pochi anni più tardi per la nascita della Vespa Piaggio , alla
quale è dedicata una significativa sezione.
Gli scooter stranieri (più
di 50 pezzi) sono esposti per nazione: dalla Germania alla Francia,
dal Giappone al Belgio. Per gli USA è presente anche un Lowther
Lightin (unico esemplare conosciuto), mentre per il Giappone è
esposto il primo scooter prodotto dalla Honda nel 1954, il Juno K (uno
dei due esistenti visibili al pubblico, l'altro è esposto al
Museo Honda di Tokyo).
La nuova sede del Museo è
presso il nuovo Centro Culturale La Elle, che ospita anche altre importanti
manifestazioni culturali, dando così vita ad un'importante polo
culturale della città di Rodano.